Woodcock, Genova e i processi impossibili

Il clamoroso processo contro Vittorio Emanuele di Savoia e altri cinque imputati di associazione per delinquere, corruzione e falso ideologico, messo in piedi dal pm di Potenza Henry John Woodcock, è finito con un’assoluzione generale, “perché il fatto non sussiste”. Non è il primo procedimento avviato con clamore da questo procuratore che si dimostra alla fine basato solo su pregiudizi. Gli imputati hanno subìto oltre al processo penale, che alla fine ha reso loro giustizia, anche quello mediatico, che non è andato tanto per il sottile.
10 AGO 20
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Il clamoroso processo contro Vittorio Emanuele di Savoia e altri cinque imputati di associazione per delinquere, corruzione e falso ideologico, messo in piedi dal pm di Potenza Henry John Woodcock, è finito con un’assoluzione generale, “perché il fatto non sussiste”. Non è il primo procedimento avviato con clamore da questo procuratore che si dimostra alla fine basato solo su pregiudizi. Gli imputati hanno subìto oltre al processo penale, che alla fine ha reso loro giustizia, anche quello mediatico, che non è andato tanto per il sottile. Nessuno li risarcirà del danno patito e Woodcock continuerà indisturbato a produrre accuse. Che le precedenti fossero improbabili e comunque non provate, non fa differenza.